S. GINESIO: DALLA GIOIA …..ALL’AMAREZZA!

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La nostra presenza di circa tre secoli, in questo paese classificato come uno dei “ Borghi” più belli d’Italia e chiamato il “Balcone delle Marche” per la sua posizione altimetrica 700 m.s.l.m,. ha visto periodi particolarmente significativi sia pastoralmente che culturalmente.

Con la soppressione degli Istituti Religiosi (1870) noi fummo cacciati con forza dal  nostro bel convento adiacente alla chiesa parrocchiale che divenne  Ospedale Civile e fummo accolti in una casa poco distante dalla chiesa parrocchiale, donata generosamente dalla famiglia Betti.

In questa casa, fra i tanti, è vissuto

-  P.Giolindo Ferraironi, parroco e inventore dell’Orologio Cosmico;

-  P.Ferdinando Papi, Generale dal 1846 al1856, fu trasferito a S. Ginesio dove si distinse come insegnante di Filosofia. Nel 1860 gli fu concesso per qualche anno di tenere nel nostro convento Scuola di Lettere. Gli fu proposto in seguito dal Governo Italiano una Cattedra all’Università di Macerata che egli rifiutò, ritirandosi a Roma. Fu anche Consultore della S. Sede per i Libri all’Indice;

 - P.Giuseppe Rossi che con la sua cultura e intraprendenza era il consigliere del Sindaco.

La gente del paese ci chiamava e ci chiama ancora oggi:”I Chierici”, la chiesa dei Chierici.

La chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna “S.Maria in Vepretis” ha visto solenni celebrazioni, processioni, con grande concorso di popolo.

Attraverso questa presenza caracciolina, almeno negli ultimi tempi, si sono consacrati a Dio: P.Vincenzo Lucarini, Fr.Giovanni Lucarini, P.Fiorello Persanti, P.Paolo Giacomini, P.Fernando Taddei, P.Giuseppe Lucarelli, P.Franco Palmieri, P.Fernando Olivieri.

Dopo la morte del P. Fernando Taddei (11-11 1991) la casa e la chiesa restarono chiuse.

Nel 1998 fu completamente rifatto il tetto alla casa e diversi interventi di restauro e consolidamento alla chiesa,di cui ,l’ultimo, soltanto qualche anno fa ed era ritornata  alla sua stabilità e fruibilità.

Ma con il terremoto del 24-25 agosto e con le scosse forti e continue in ottobre e mesi seguenti, anche la nostra casa e la chiesa  sono state rese inagibili.

 Il 14 febbraio il P. Generale mi ha portato con lui anche per vedere le condizioni attuali delle due strutture . Prima siamo entrati in chiesa trovando addirittura la porta aperta, facilmente per le forti scosse subite. Ma quale spettacolo si è presentato ai nostri occhi… dopo due o tre passi, non siamo riusciti ad andare oltre per lo spavento. Ovunque giravi lo sguardo era tutto un crollo. Siamo usciti

con un nodo alla gola ripromettendoci di far intervenire i Vigili del Fuoco per salvare un antico Crocifisso del 1400 e i vari quadri di valore.

Successivamente ci siamo recati alla casa e anche qui, dopo il primo e il secondo piano ancora accessibili, siamo arrivati al terzo, ma con uno sguardo fuggevole perché i travicelli erano tutti fuori sede e in fretta siamo usciti fuori con una triste convinzione: Ormai  non c’è più nessuna possibilità di una nostra futura presenza…!

Al rientro a Roma il P. Generale è riuscito a contattare telefonicamente i responsabili del recupero delle opere d’arte e ha messo tutto nelle loro mani per salvaguardare tutti i beni artistici.

Ma nonostante tutto dobbiamo continuare a sognare, a sperare in un futuro impossibile all’uomo

ma possibile a Dio!! 

                                                                                                          P. Giuseppe Lucarelli

Published on 31 March 2017 in ITALIAN DELEGATION NEWS

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