DAL DISASTRO ALLA SCOPERTA: A proposito della chiesa crm S.Maria in Vepretis –San Ginesio

Article Image width=

Questa mattina, lunedì 27 febbraio 2017, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 c., volontari della Protezione Civile, Vigili del fuoco di varia provenienza, Carabinieri, coordinati da un’esperta della Biblioteca Estense di Modena (una biblioteca pubblica statale che dipende dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali) per la catalogazione dei beni culturali, hanno provveduto allo sgombero delle opere d’arte antica dalla Chiesa ginesina di S. Maria in Vepretis (infra moenia) dedicata all’Assunta e risalente come fondazione al XIV sec (ma con evidenti rifacimenti nei secoli successivi). Il blog “La Terra Trema” era presente (con la classe quinta della scuola primaria di San Ginesio che ha assistito ad alcune fasi delle operazioni) e ha documentato nel dettaglio lo stato di conservazione attuale (post sisma) dell’edificio e la rapida catalogazione, con relativo accurato imballaggio e trasferimento (per Osimo-Ancona, a quanto hanno dichiarato gli operatori), delle opere più significative da parte del team di operatori citato sopra.

La prassi.

Le operazioni di trasferimento delle opere d’arte e degli oggetti di pregio artistico-artigianale conservati in precedenza all’interno dell’edificio sono state predisposte dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali che si è avvalso in primis di una coordinatrice esperta nella catalogazione d’urgenza delle opere d’arte e delle suppellettili ecclesiastiche (in tal caso distaccata presso la Biblioteca Estense di Modena). Il corpo dei Vigili del Fuoco, composto di diverse unità provenienti da varie provincie italiane, è stato incaricato per competenza di predisporre le operazioni fisiche vere e proprie di distacco delle opere dalla loro collocazione originaria (non più adatta a garantirne la conservazione), operazioni spesso complesse, pericolose, rischiose per i beni rimossi (che possono subire ulteriori danneggiamenti a causa di azioni non idonee), ma anche per le persone stesse (gli agenti che hanno operato le rimozioni erano dotati di una tuta specifica – usa e getta, che va smaltita in modo opportuno a operazioni completate) che protegge da possibili polveri sottili cancerogene o infette, garantisce la corretta traspirazione e evita danni alle opere per eventuali abrasioni fortuite. Il corpo dei Carabinieri (con la sezione Tutela del Patrimonio Storico-artistico) è stato incaricato per competenza del controllo delle operazioni in generale e del trasferimento in sicurezza presso il luogo di destinazione; naturalmente le unità dei carabinieri presenti sono state anche di aiuto per l’imballaggio e lo spostamento degli oggetti di pregio nel corso delle operazioni di catalogazione. Il personale della Protezione Civile, composto per lo più da volontari di varie organizzazioni no-profit, è stato incaricato dell’imballaggio, secondo modalità e materiali specifici predisposti dalla coordinatrice del Ministero e dal comando di Tutela del Patrimonio; tutti gli oggetti di pregio sono stati sottoposti a una spolveratura/pulitura preventiva prima di essere imballati.

Tutte le persone coinvolte nelle operazioni di trasferimento delle opere d’arte e degli oggetti di pregio storico-artistico e artigianale che vengono mostrati in immagine sono state dotate di abbigliamento idoneo: caschi protettivi, scarpe rinforzate, tute da lavoro diverse a seconda delle operazioni da svolgere.

La catalogazione d’urgenza, cartacea, che sarà poi certamente digitalizzata secondo i software per schede O/A del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, prevede come primo step lo scatto di una o più foto per ogni bene catalogato con a fianco un numero progressivo e una data-luogo dettagliati. I beni simili esistenti in numero maggiore di uno vengono catalogati con una sola scheda e una foto ma viene citata la quantità dei pezzi.

Lo scoop giornalistico

Il materiale fotografico e video ha evidenziato un affresco sconosciuto collocato dietro la volta settecentesca (soprastante l’area dell’altare) che ha ceduto sotto le ripetute vibrazioni delle scosse di terremoto che si sono succedute dall’agosto 2016 a oggi. Qui di seguito le immagini dell’affresco (e dell’interno dell’edificio), che non a caso rappresenta una Vergine Assunta accompagnata da testine angeliche di putti (l’immagine è però molto danneggiata, ridotta in stato frammentario) collocabile cronologicamente tra il 1570 e il 1660 (con maggiori probabilità di avvicinarsi alla seconda data). L’autore, locale senza dubbio, conosceva bene gli esempi più illustri dell’iconografia della Vergine Assunta in cielo, a partire da quello di Tiziano; ma forse conosceva già anche il modello più classico del Reni con tutte le sue derivazioni provinciali (in tal caso la seconda data è la più probabile). Naturalmente queste sono ipotesi “a caldo”, fatte su un materiale fotografico non perfetto che riproduce beni piuttosto danneggiati. Per avere notizie più vicine alla realtà bisognerà aspettare prima di tutto la messa in sicurezza dell’intera struttura, che mostra danni molto molto seri; poi il consolidamento e la pulizia degli affreschi, nonché la ricerca di altre pareti oscurate dai rifacimenti settecenteschi.

Published on 31 March 2017 in ITALIAN DELEGATION NEWS

Return to Homepage