Caracciolini / Da Nyamilima in Italia fino in Germania: le dieci stazioni della Missione

Da Nyamilima in Italia fino in Germania: le dieci stazioni della Missione

image JEAN-MARIE KALERE, CRM
January 22, 2018

Nello spirito di obbedienza arrivo a Roma l’8 agosto. Immedia- tamente Padre Raffaele, nostro Superiore Generale, accogliendomi con calore fraterno mi presenta tutto il programma del mio soggiorno missionario in Italia e in Germania; l’ ho suddiviso in dieci stazioni.

Prima stazione. Da Roma, il Reverendissimo mi accompagna a Villa Santa Maria (8-14 agosto ) per predicare le giornate missionarie nell’occasione delle festività della Madonna in Basilica. Che bello incontrare i confratelli ed i fedeli amici nel Signore. La bellezza di essere figlio della Madonna al segui- to di San Francesco Caracciolo vivendo la spiritualità eucaristica: dal pane ricevuto al pane condiviso. L’Eucarestia ci fa uscire da noi stessi per dare il meglio agli altri che han- no bisogno del nostro aiuto; come la Madonna che in fretta andò dalla sua parente Elisabetta (Lc 1). Donna missionaria che non vuole perdere tempo per condividere la sua grazia con gli altri bisognosi nella persona di santa Elisabetta che rappresentò tutti i bisognosi dell’umanità. Per questo ho invitato tutti i fedeli ad essere missionari secondo la grazia ricevuta aiutando le nostre missioni sparse nel mondo: Africa, India e nelle Filippine.

Seconda stazione. Da Villa Santa Maria con Padre Benjamin Kandandi a Roccamontepiano (15-17 agosto). Mi ritrovo nelle festività solenni in onore di San Rocco patrono degli immigranti e dei poveri : confessioni, prediche, processione… Ogni Comu- nità caracciolina dell’Italia era rap- presentata ed io quella di Nyamilima. Non ho mancato di dire che la Madonna è la regina di San  Rocco

Terza stazione. Da Roccamonte- piano a Villa Santa Maria-Civitalu- parella-Montelapiano (17-19 ago- sto) accompagnato da Padre Felice. Tutti i confratelli di Villa Santa Maria e Padre Florent si sono   tro

vati nell’antica nostra vigna di Ci- vitaluparella. Una sorpresa nel- l’occasione della festa di San Anto- nio e bella sorpresa anche per i cri- stiani dopo otto anni dalla mia par- tenza da quella parrocchia. Bella la venerazione dei santi però ci vuole la scala dei valori perché dal son- daggio personale risulta che in Ita- lia il primo santo venerato da tanti è sant’Antonio, poi san Pio da Pie- trelcina e dopo questi due la Ma- donna, e Gesù alla fine. E’ una bat- tuta. Finisco questa terza stazione predicando a Montelapiano, una vignacara a Padre Benjamin.

Quarta stazione. Da Villa Santa Maria a Roma per andare a Lavinio (20 -21agosto). Negli intervalli delle quattro Messe, nelle quali ho predi- cato  con  tanta  difficoltà perché

 

preavvisato dal Parroco: la predica è meglio che sia meno di cinque minu- ti, la gente acquistava oggetti artisti- ci provenienti dalle nostre missioni. Aspettando la Messa delle ore venti, nel pomeriggio ho visitato i luoghi del martirio della piccola e grande Santa Maria Goretti.

Quinta stazione. Da Roma a Trevi nel Lazio (22-23 agosto). Accompa- gnato da Padre Florent di Anagni, finalmente ho raggiunto la tomba di Padre Tommaso. Che emozione: silenzio, lacrime… Poi visita alla chiesa di San Pietro di Trevi dove certamente Padre Tommaso usava raccogliersi in preghiera.

Da Anagni torno a Villa Santa Maria (23 agosto) per aiutare Padre Benjamin che era solo a gestire le quattro parrocchie. P. Etienne stava 

in vacanza in Congo. Gli amici di Fallo e Civitaluparella si preparava- no a festeggiare il mio compleanno la sera del 26 agosto, ma ciò non è stato possibile poiché dovevo prepa- rarmi per andare a Roma e poi a Sar- nano.

Sesta stazione. Da Roma a Sarna- no (27-29 agosto). A Sarnano il Reverendissimo ha accolto me ed Elena nella sua città natale. Elena è una ragazza che ha trascorso un mese a Nyamilima e a Goma. Con tanta emozione e gioia ella ha condi- viso la sua esperienza nelle nostre missioni nelle chiese di Sarnano dove predicavo: nella chiesa di San Francesco, di san Rocco e in un'altra situata in campagna. Il paese è nelle Marche dove il terremoto ha mosso tutto e tutti. Bella esperienza: nella Messa delle ore diciotto, mentre io celebravo e il Padre Generale stava confessando, si è sentita una scossa che ha creato un grande panico. La sola soluzione era: in fuga salus. Leggevo il Vangelo, ho fissato lo sguardo in cielo ed ho visto il cielo aperto e pregavo per la bellezza di morire celebrando l’Eucarestia ed essere sepolto in chiesa. Quella gra- zia non l’ho avuta. Da Sarnano sono tornato a Villa Santa Maria (29 ago- sto-1 settembre) dando una mano a Padre Benjamin nelle sue parrocchie di Montebello e Montelapiano.

Settima stazione. Da Roma alla Germania (3-10 settembre). Mi sono trovato con Dante Di Nardo (fratello del nostro Padre Paolo) e i membri dell’Associazione degli Amici “pro Niamilima” a Dusseldorf. Nessuna predica verbale, solo la presenza e la vendita degli oggetti artistici africa- ni; poi il cenone e la bevuta della birra che qualcuno mi diceva che beveva per la salute dei poveri del nostro Ordine. Ho constatato che la missio- ne della Chiesa riunisce tutte le per- sone di ogni lingua, popolo e raz- za… Quasi centocinquanta persone erano presenti alla festa per aiutare le nostre missioni. Coloro che erano già stati in Africa hanno mostrato un filmino di tutte le opere realizzate: centro sanitario a Kasave, a Kisharo, la scuola materna “Padre Paolo di Nardo”, l’orfanotrofio di Goma ed altre… Il culmine della missione in Germania è stato l’incontro con i confratelli caracciolini a Münster: Padre Mario Salon, P. Jaison e P. Biju che sono diventati quasi tede- schi nella mentalità, nel mangiare, nella puntualità, …

Ottava stazione. Dalla Germania ad Osimo nelle Marche (10-14 set- tembre). La gioia di scoprire la più giovane e bella comunità dell’Ordi- ne offerta dal Cardinal Edoardo Menichelli, Arcivescovo di Anco- na. Comunità che già ha il suo intercessore in P. Tommaso. L’11 agosto 2014 è la data della sua nascita al cielo avvenuta in quel luogo. Dunque, nel secondo anni- versario della sua morte ho offerto l’Eucarestia in suffragio della sua anima. Subito ho parlato della scuola che sta per nascere a Goma presso il nostro Seminario: Istituto Tommaso Barbona. Due classi sono già pronte grazie alla genero- sità di tanti cristiani specialmente della Parrocchia San Marco Evan- gelista a Osimo. Dopo il ringrazia- mento ho invitato a continuare ad aiutarci perché la costruzione di quella scuola possa andare avanti.

Nona stazione. Da Osimo a Vil- la Santa Maria(14-16 settembre) e Montesilvano (17-19 settembre). Sabato sera 17 agosto cominciamo le attività missionarie e diciamo subito che esse sono in favore delle vittime dei terremotati, accogliendo così l’invito della Conferenza Epi- scopale Italiana. In totale predico in sei Messe: due prefestive, compre- sa quella dei neo catecumeni,   e quattro Messe domenicali. Il parro- co Don Gian Pietro, molto sensibile nei nostri riguardi perché conosce le realtà della nostra missione a Nyamilima, ci incoraggia dicendo che a tempo favorevole farà la rac- colta per il nostro Ordine invitando- mi a mantenere il contatto con tutti gli amici italiani che ci vengono a trovare a Nyamilima e, di più se possibile, creare un’associazione di amici dell’Ordine in Congo.

Parlando della parabola del padrone e dell’amministratore diso- nesto, ho colto l’ammaestramento di Gesù che lodava non la disonestà dell’amministratore, ma la scaltrez- za con cui l’amministratore infede- le ha potuto pensare al proprio avvenire. Pensare ai poveri signifi- ca pensare al proprio avvenire per- ché un tale diceva che aiutare il povero significa dare un prestito a Dio. Dopo quella parabola, Gesù parlava del buon uso del denaro. Il denaro è un buon servitore ma cat- tivo maestro e viene denominato disonesto non solo perché spesso chi lo possiede l’ha acquistato male, ma anche perché all’origine di quasi tutte le fortune economiche c’è qualche disonestà.

Decima stazione. Da Montesil- vano a Roma via Roccamontepiano (19-21  settembre).  Inchino alla tomba di P. Paolo di Nardo (+18 agosto 2013). Lui e Padre Tomma- so Barbona sono stati i primi fon- datori della missione in Africa: emozione, lacrime, ricordi…, men- tre ero accompagnato da Padre Raf- faele, il terzo fondatore delle nostre missioni . Ho ringraziato Dio che ci ha dato dei missionari zelanti nell’apostolato verso ogni categoria di persone e specialmente verso gli ultimi e i senza voce. Infine, ho cominciato la mia missione a Trevi nel Lazio presso Padre Tommaso e ho concluso con Padre Paolo a Roccamontepiano in Abruzzo e così sia lodato il nome di Gesù e di San Francesco Caracciolo. Scherzi a parte: Agostino Adorno il primo fondatore… come Padre Paolo in Africa; Francesco Caracciolo il fondatore principale… come P. Tommaso in Africa, Fabrizio Caracciolo il fondatore tout court… come P. Raffaele Mandolesi. E la sintesi dei tre è Padre Giuseppe La Rosa, primo maestro dei novizi in Africa. Pregate per noi per essere all’altezza della grande eredità che ci avete lasciato in Africa special- mente nella Repubblica Democrati- ca del Congo.

Preparandomi al ritorno in Africa mi ritrovo ad Anagni (20-23 set- tembre) per salutare P. Florent e  i fratelli caracciolini Apollinaire e Jean Bosco e poi ho pranzato a Sant’Angelo in Pescheria, nostra casa di formazione ed infine a Montesacro (23-25 settembre) per poi dirigermi all’aeroporto di Fiu- micino. Grazie mille, Reverendissi- mo P. Raffaele, grazie mille carissi- mi confratelli per l’accoglienza, grazie mille per tutti i nostri bene- fattori. Ad Majorem Resurgentis Gloriam.

P. JEAN-MARIE KALERE, CRM