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PROFESSIONE PERPETUA DI FRATELLO ANGELO APREA, CRM

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Admin
December 18, 2019

La celebrazione si è svolta nella nostra chiesa degli Angeli Custodi il 5 ottobre 2019, presie-duta dal Rev.mo Padre Generale Teodoro Kalaw, assistito dal Delegato per l’Italia P. Carlo De An-gelis e da P. Mario Aceto, Parroco. Presenti anche tanti confratelli: P. Joby, P. Robin, P. Norbert. P. Giuseppe Lucarelli, P. Giuseppe La Rosa, P. Raffaele, P. Sebastian, P. Jaison, P. Donatus, P. Giu-lio, P. Giampaolo, i Fratelli Carmine e Floribert e il nostro Diacono Moise. Inoltre c’erano la mam-ma Giovanna, i familiari, amici e tanti nostri parrocchiani.
Pubblichiamo il messaggio che il Padre Generale ha presentato al termine della cerimonia.
Carissimi fratelli e sorelle,
Oggi è certamente un giorno speciale per ringraziare Dio! La Professione perpetua di Fra’ Angelo Aprea, CRM, è sicuramente una grande occasione di gioia. Come Padre Generale, vorrei dedicare qualche minuto a condividere alcuni dei miei pensieri.
Il 20 settembre 1607, San Francesco Caracciolo scrisse una lettera a uno dei nostri sacerdoti, Padre Domenico Fiumara. In quella lettera, affermava che – cito - "Alla fine, quando meno ce lo aspettiamo, moriamo, e non mi verrà chiesto se l'Istituto è aumentato e ampliato, ma se ho osservato il mio dovere di essere un buon religioso.” Secondo il nostro San Francesco Caracciolo, essere un buon religioso è tutto ciò che contava.
Possiamo chiederci, quali sono alcune delle qualità necessarie per essere buoni religiosi? Vor-rei condividere con voi alcuni pensieri.
Come religiosi, siamo chiamati ad essere persone di gioia. Papa Francesco ha affermato che "Chiunque abbia incontrato il Signore e lo segua fedelmente è un messaggero della gioia dello Spi-rito". Non c'è niente di peggio di un religioso che è acido e che è privo dello spirito di gioia. La gio-ia è un'affermazione che lo spirito è presente. Fratello Angelo, che tu possa essere un uomo di gioia!
Come religiosi, siamo chiamati ad abbracciare continuamente l'umiltà. Cristo ci insegna che il servizio è la più grande dimostrazione di amore, non di orgoglio. Prima di dare la vita per i suoi a-mici, Gesù lavò loro i piedi e disse: "Vi ho dato l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi." Queste parole sono per i cristiani di tutte le età, ma soprattutto per quelli consacrati nella vita religiosa. Fra’ Angelo, che tu possa essere umile secondo lo spirito del nostro quarto voto.
Come religiosi, siamo chiamati a essere obbedienti. Papa Francesco una volta predicava le seguenti parole in riferimento all'obbedienza: “Chi segue Gesù prende la strada dell'obbedienza", il che significa abbassarsi, svuotarsi e umiliarsi come Gesù. Vivere una vita consacrata significa "abbassarsi nel servizio, cioè prendere lo stesso percorso di Gesù" e diventare un servitore per servire. Ma anche gli uomini e le donne religiosi devono essere obbedienti e docili con la loro comunità re-ligiosa, i loro superiori, il governo del loro Ordine e verso la Chiesa; “è una docilità e obbedienza concreta", non qualcosa di teorico. Per essere obbedienti, dobbiamo essere pronti ad andare ovun-que per il bene della comunità. Fratello Angelo, che tu possa imparare la vera libertà attraverso l'obbedienza.
Come religiosi, siamo chiamati ad essere aperti. Di nuovo, torno al tema del nostro ultimo Capitolo Generale: “Farò nuove tutte le cose.” Papa Francesco invita tutto il clero e i religiosi a "vi-vere il presente con passione." Dobbiamo "ascoltare attentamente ciò che lo Spirito Santo sta dicen-do oggi alla Chiesa, per attuare sempre più pienamente gli aspetti essenziali della nostra vita consa-crata”. Il Papa afferma che per i vari Fondatori religiosi “il Vangelo era la regola assoluta ... [e] ogni altra regola doveva essere semplicemente un'espressione del Vangelo e un aiuto per viverlo fino in fondo. Per loro l'ideale era Cristo; cercavano di essere interiormente uniti a lui e poter così dire con San Paolo: "Per me il vivere è Cristo" (Fil 1, 21). I loro voti erano intesi come espressione concreta di quest’amore appassionato.” Fra’ Angelo, che tu possa essere aperto al cambiamento per il bene della nostra Famiglia Religiosa.
Sia lodato Gesù Cristo!
Padre Teodoro Kalaw, CRM